2005-10-29

XHTML e caratteri speciali

Tabelle di riferimento dei caratteri speciali in HTML/XHTML

È possibile inserire singoli caratteri in un documento usando riferimenti numerici o sigle speciali; così facendo possiamo integrare il set di caratteri adottato con tutti gli eventuali simboli mancanti che desideriamo utilizzare.

Di seguito riportiami tre tabelle riassuntive.

ISO 8859-1

CarattereSiglaCodiceDescrizione
nbsp; non-breaking space
¢cent;¢centesimo
£pound;£Sterlina
¤curren;¤valuta
¥yen;¥Yen
¨uml;¨dieresi
´acute;´accento acuto
¸cedil;¸cedilla
©copy;©copyright
®reg;®marchio registrato
«laquo;«doppie virgolette angolari, apertura
»raquo;»doppie virgolette angolari, chiusura
¬not;¬negazione logica
±plusmn;±più o meno
·middot;·moltiplicazione (punto)
×times;×moltiplicazione (x)
÷divide;÷divisione
°deg;°grado
ªordf;ªindicatore ordinale femminile
ºordm;ºindicatore ordinale maschile
¹sup1;¹esponente 1
²sup2;²esponente 2
³sup3;³esponente 3
¼frac14;¼frazione un quarto
½frac12;½frazione un mezzo
¾frac34;¾frazione tre quarti
µmicro;µmicro
§sect;§sezione
¯macr;¯macron
para;¶pilcrow
¦brvbar;¦barra verticale con interruzione
­shy;­soft hyphen
¿iquest;¿punto interrogativo rovesciato
ÀAgrave;Àlettera A con accento grave
ÁAacute;Álettera A con accento acuto
ÂAcirc;Âlettera A con accento circonflesso
ÃAtilde;Ãlettera A con tilde
ÄAuml;Älettera A con dieresi
ÅAring;Ålettera A con anello
ÆAElig;Ælettera AE
ÇCcedil;Çlettera C con cedilla
ÈEgrave;Èlettera E con accento grave
ÉEacute;Élettera E con accento acuto
ÊEcirc;Êlettera E con accento circonflesso
ËEuml;Ëlettera E con dieresi
ÌIgrave;Ìlettera I con accento grave
ÍIacute;Ílettera I con accento acuto
ÎIcirc;Îlettera I con accento circonflesso
ÏIuml;Ïlettera I con dieresi
ðeth;Ðlettera maiuscola eth
ÑNtilde;Ñlettera N con tilde
ÒOgrave;Òlettera O con accento grave
ÓOacute;Ólettera O con accento acuto
ÔOcirc;Ôlettera O con accento circonflesso
ÕOtilde;Õlettera O con tilde
ÖOuml;Ölettera O con dieresi
ØOslash;Ølettera O sbarrata
ÙUgrave;Ùlettera U con accento grave
ÚUacute;Úlettera U con accento acuto
ÛUcirc;Ûlettera U con accento circonflesso
ÜUuml;Ülettera U con dieresi
ÝYacute;Ýlettera Y con accento acuto
þthorn;Þthorn maiuscolo
ßszlig;ßdoppia esse tedesca
àagrave;àlettera a con accento grave
áaacute;álettera a con accento acuto
âacirc;âlettera a con accento circonflesso
ãatilde;ãlettera a con tilde
äauml;älettera a con dieresi
åaring;ålettera a con anello
æaelig;ælettera ae
çccedil;çlettera c con cedilla
èegrave;èlettera e con accento grave
éeacute;élettera e con accento acuto
êecirc;êlettera e con accento circonflesso
ëeuml;ëlettera e con dieresi
ìigrave;ìlettera i con accento grave
íiacute;ílettera i con accento acuto
îicirc;îlettera i con accento circonflesso
ïiuml;ïlettera i con dieresi
ðeth;ðlettera minuscola eth
ñntilde;ñlettera n con tilde
òograve;òlettera o con accento grave
óoacute;ólettera o con accento acuto
ôocirc;ôlettera o con accento circonflesso
õotilde;õlettera o con tilde
öouml;ölettera o con dieresi
øoslash;ølettera o sbarrata
ùugrave;ùlettera u con accento grave
úuacute;úlettera u con accento acuto
ûucirc;ûlettera u con accento circonflesso
üuuml;ülettera u con dieresi
ýyacute;ýlettera y con accento acuto
þthorn;þthorn minuscolo
ÿyuml;ÿlettera y con dieresi

Simboli, lettere greche e latine

CarattereSiglaCodiceDescrizione
ƒƒƒfunzione
ΑΑΑAlpha
ΒΒΒBeta
ΓΓΓGamma
ΔΔΔDelta
ΕΕΕEpsilon
ΖΖΖZeta
ΗΗΗEta
ΘΘΘTheta
ΙΙΙIota
ΚΚΚKappa
ΛΛΛLambda
ΜΜΜMu
ΝΝΝNu
ΞΞΞXi
ΟΟΟOmicron
ΠΠΠPi
ΡΡΡRho
ΣΣΣSigma
ΤΤΤTau
ΥΥΥUpsilon
ΦΦΦPhi
ΧΧΧChi
ΨΨΨPsi
ΩΩΩOmega
αααalpha
βββbeta
γγγgamma
δδδdelta
εεεepsilon
ζζζzeta
ηηηeta
θθθtheta
ιιιiota
κκκkappa
λλλlambda
μμμmu
νννnu
ξξξxi
οοοomicron
πππpi
ρρρrho
ςςςsigma finale
σσσsigma
τττtau
υυυupsilon
φφφphi
χχχchi
ψψψpsi
ωωωomega
••punto
……punti di spospensione
′′primi
″″secondi
‾‾vettore
⁄⁄frazione
℘℘script capital
ℑℑblackletter capital I
ℜℜblackletter capital R
™™marchio registrato
ℵℵalef
←←freccia verso sinistra
↑↑freccia verso l'alto
→→freccia verso destra
↓↓freccia verso il basso
↔↔freccia sinistra-destra
↵↵downward arrow with corner leftward
∀∀per ogni
∂∂derivata parziale
∃∃esiste
∅∅insieme vuoto
∇∇nabla
∈∈appartiene a
∉∉non appartiene a
∏∏prodotto multiplo
∑∑sommatoria
−−meno
√√radice quadrata
∝∝proporzionale
∞∞infinito
∠∠angolo
∧∧e logico
∨∨o logico
∩∩intersezione
∪∪unione
∫∫integrale
∴∴tale che
∼∼tilde
≅≅approssimativamente uguale
≈≈quasi uguale
≠≠diverso
≡≡coincide
≤≤minore uguale
≥≥maggiore uguale
⊂⊂sottoinsieme
⊃⊃superinsieme
⊄⊄non sottoinsieme
⊆⊆sottoinsieme od uguale
⊇⊇superinsieme od uguale
⊕⊕più cerchiato
⊗⊗prodotto cerchiato
⌈⌈limitazione superiore (sinistro)
⌉⌉limitazione superiore (destro)
⌊⌊limitazione inferiore (sinistro)
⌋⌋limitazione inferiore (destro)
◊◊lozenge
♠♠picche
♣♣fiori
♥♥cuori
♦♦quadri

Caratteri di markup

CarattereSiglaCodiceDescrizione
"""virgolette doppie
&&&e commerciale
<&lt;&#60;minore di
>&gt;&#62;maggiore di
Œ&OElig;&#338;lettera OE
œ&oelig;&#339;lettera oe
Š&Scaron;&#352;lettera S con caron
š&scaron;&#353;lettera s con caron
ˆ&circ;&#710;accento circonflesso
˜&tilde;&#732;piccola tilde
&ensp;&#8194;spazio en
&emsp;&#8195;spazio em
&thinsp;&#8201;spazio thin
&zwnj;&#8204;zero width non-joiner
&ndash;&#8211;linea en
&mdash;&#8212;linea em
&lsquo;&#8216;virgoletta sinistra singola
&rsquo;&#8217;virgoletta destra singola
&ldquo;&#8220;virgolette (sinistra)
&rdquo;&#8221;virgolette (destra)
&dagger;&#8224;dagger
&Dagger;&#8225;doppio dagger
&permil;&#8240;per mille
&lsaquo;&#8249;parentesi graffa aperta
&rsaquo;&#8250;parentesi graffa chiusa
&euro;&#8364;Euro

2005-09-15

FACILE: nuova release 1.1.10/80

Modulo base:
  • possibilità di inoltrare rapidamente via e-mail tutti gli allegati gestiti dal programma;
  • registrazione dettagliata dei documenti di acquisto;
  • gestione uniforme e completa degli allegati;
  • adottata una nuova versione di EasyUDF (fra le altre cose maggior solidità grazie al controllo automatico della consistenza interna del database);
  • migliorata la stampa dei resoconti parziali;
  • registrazione macchinari/impianti/sistemi in dotazione al cliente (gestione semplificata delle manutenzioni);
  • disponibile il programma per il teleaggiornamento.
Modulo scheduling:
  • migliorata la gestione delle risorse.
Come sempre l'aggiornamento è liberamente scaricabile da tutti gli utenti registrati dell'ultima major release del programma (1.1.0) o che abbiano sottoscritto un contratto di assistenza.

2005-06-13

Sicurezza ed internet, avvertenze di base

Sicurezza ed Internet, misure di base

Sopravvalutare o sottovalutare i rischi per la sicurezza di calcolatori connessi ad Internet è abbastanza comune. Se, come spesso accade, non siamo un bersaglio primario degli hacker, quello che bisogna ottenere è un livello moderato ed uniforme di sicurezza. Gli attacchi ad una rete hanno, di solito, successo perché diretti contro gli anelli deboli del sistema: le debolezze che non avevamo previsto.

Problemi per la sicurezza

Un approccio, anche di base, alla sicurezza deve tener conto di tutti questi rischi:
snooping
la lettura non autorizzata di posta e dati personali;
danneggiamento dei dati
sia con attacco diretto agli stessi che indiretto (e.g. rendendo inutilizzabile il calcolatore su cui risiedono);
furto di informazioni
fra le più appetibili: numeri di carte di credito, indirizzi e-mail, dati aziendali…
interruzione di un servizio offerto dal calcolatore
per esempio impedendo il login agli utenti autorizzati;
abuso delle risorse messe a disposizione
tipicamente l'invio di spam senza che i responsabili dell'elaboratore ne siano a conoscenza;
altro
scherzi, forzatura di un sistema per sfida…

Consigli fondamentali

Frapporre un firewall fra rete aziendale ed Internet

Social engineering bypasses all technologies, including firewalls
Kevin Mitnick

È una misura prevista anche dal disciplinare tecnico della privacy (sebbene non si specifichi che genere di firewall adottare e, pertanto, risulti legalmente sufficiente anche il semplice software disponibile con Windows XP Service Pack 2).

Aggiornare costantemente sistema operativo e browser

Molti sistemi operativi / software di sistema prevedono procedure di aggiornamento automatico che è bene attivare per prevenire vulnerabilità e correggere difetti rilevati. Incidentalmente osserviamo che l'allegato B del Codice della Privacy richiede, a seconda della tipologia di dati trattati, un aggiornamento annuale/semestrale: si tratta certamente di un frequenza troppo bassa. Comunque da non sottovalutare gli eventuali problemi di compatibilità con software applicativo già installato (basti ricordare la situazione nei mesi immediatamente successivi l'introduzione del secondo service pack per Windows XP). L'aggiornamento del firmware dei dispositivi andrebbe invece effettuato con maggiore cautela, valutando caso per caso se le nuove feature e/o le correzioni apportate siano effettivamente necessarie.

Utilizzare programmi antivirus, configurandoli in modo efficace ed aggiornandoli frequentemente

Valgono le stesse considerazione del precedente paragrafo. Nella scelta dell'antivirus da adottare, può risultare utile la lettura di AV Comparatives.
Da non sottovalutare anche il problema dell'invasività del software antivirus.

Non utilizzare la posta elettronica ordinaria per trasmettere dati importanti

Le normali e-mail transitano in chiaro su canali pubblici, attraversando, prima di raggiungere la destinazione, un numero imprecisato di stazioni intermedie sulle quali restano memorizzate per un tempo indeterminato alla mercé di sconosciuti. Per queste ragioni non è opportuno affidare alla posta elettronica dati di valore senza ricorrere a sistemi di cifratura. Importante osservare come l'uso sic et simpliciter della posta elettronica nel trattamento di dati si configuri, per quanto riguarda la privacy, come diffusione e non semplice comunicazione.

Evitare la comunicazione di dati confidenziali a terzi

In particolare i numeri di carte di credito. Anche considerando affidabili interlocutore e canale di comunicazione, resta la possibilità che la banca dati della controparte venga, in futuro, forzata. È di gran lunga preferibile ricorrere a sistemi di pagamento quali PayPal. Particolare attenzione va prestata ad un tranello denominato phishing: il furto di credenziali di autenticazione attuato mediante il ricorso a messaggi di posta elettronica fasulli, opportunamente creati per apparire autentici e sfruttare l'ingenuità dell'utente. Nessuna banca richiede ai proprio clienti la comunicazione di informazioni confidenziali tramite posta elettronica. Un accorgimento che può risultare valido in caso di dubbio è sbagliare volutamente la password di accesso: siti fasulli non hanno modo di discernere se il dato inserito è esatto o meno.

Non lasciare le parole d'ordine (password) al loro valore preimpostato

The big lie of computer security is that security improves by imposing complex passwords on users. In real life, people write down anything they can't remember. Security is increased by designing for the way humans actually behave
Jakob Nielsen
Nella registrazione ad un sito / servizio / banca dati, capita sovente che il sistema generi automaticamente una password iniziale e ce la comunichi tramite e-mail. Tale password deve esser considerata compromessa e dunque da sostituire immediatamente. Avvertenze di base consistono nel:
  • non ricorrere a nomi comuni, nomi propri, date tipiche (e.g. compleanno);
  • utilizzare parole d'ordine alfanumeriche (composte sia da lettere che da numeri) non troppo brevi;
  • cambiare periodicamente le parole d'ordine;
  • non utilizzare la stessa parola d'ordine per l'accesso a sistemi differenti.

Il disciplinare tecnico della privacy prevede password della lunghezza minima di otto caratteri, da aggiornare ogni sei/tre mesi a seconda della tipologia dei trattamenti effettuati.

Disabilitare l'utente Guest e rinominare l'utente Administrator (Windows 2000/XP/2003)

Col primo cambiamento obbligano gli utenti ad autenticarsi, evitando l'accesso anonimo; col secondo si rende un po' più difficile la vita agli aspiranti intrusi.

Non utilizzare il meccanismo di accesso automatico ai siti

La prima volta che si immettono le credenziali di autenticazione (nome utente e parola d'ordine) per accedere ad un sito Internet, capita che il sistema ci chieda se memorizzare tali credenziali in modo da non doverle reinserire successivamente. Sebbene si tratti di una funzionalità comoda, bisogna categoricamente astenersi dall'utilizzarla quando si lavora su elaboratori pubblici: recuperare credenziali così memorizzate può risultare un'operazione semplice e comportare danni gravi (per esempio compromettere il proprio servizio di online banking).

In caso di rete wireless, adottare una cifratura WEP o WPA

Senze questi protocolli i dati vengono trasmessi in chiaro e risultano immediatamente disponibili per chi li intercettasse. Il WEP è uno dei primi protocolli concepiti e risulta ormai non molto sicuro (comunque meglio di niente). Il WAP è un protocollo più avanzato e sicuro, ma può presentare maggiori problemi di configurazione ed ha un impatto sensibile sulla velocità di trasmissione.

Limitare la potenza del segnale wireless

Ricorrere a segnali sufficientemente intensi da permettere un trasferimento dati alla massima velocità, ma senza eccedere: non ha senso trasmettere informazioni in zone pubblicamente accessibili.

Limitare l'uso di cartelle condivise

Se possibile disabilitare completamente la condivisione.
Impostare il livello di sicurezza del proprio browser ad un valore elevato
Nel caso di Internet Explorer si può utilizzare il menù Strumento → Opzioni Internet… → Protezione → Livello predefinito assicurandosi di scegliere almeno Medio; con questa impostazione alcune pagine Internet potrebbero presentare piccoli problemi.

Software e certificati scaricati da Internet

Durante la "navigazione" non accettare alcun genere di software, anche se accompagnato da un certificato, a meno che la fonte sia certa ed affidabile.

Non rispondere a messaggi di spam

Inoltre NON CLICCARE su voci come "Cliccare su questo link per esser rimossi dalla mailing list" (con l'ovvia eccezione di un'azienda a cui si è precedentemente, volontariamente fornito il proprio indirizzo e-mail).

Disconnettere LAN da WAN

The only truly secure system is one that is powered off, cast in a block of concrete and sealed in a lead-lined room with armed guards
Gene Spafford

Se esistono periodi in cui la rete aziendale non ha ragione di esser interfacciata con Internet, allora disconnetterla; è una misura radicale ma, in quanto tale, assai sicura.

Server pubblici

Server pubblicamente accessibili (per esempio web server) sono fonte di varie problematiche e richiedono un costante aggiornamento tecnico da parte del personale preposto alla loro supervisione. Considerare inoltre i pericoli derivanti dalla loro presenza sulla LAN e la possibilità di ricorrere a soluzioni quali la DMZ.

2005-05-26

FACILE: nuova release 1.1.9/79

Modulo base:
  • completamente riscritta l'interfaccia per il settaggio delle impostazioni globali del programma;
  • verifica telefonica completamente configurabile dall'utente;
  • esportazione delle voci nello scadenzario in formato CSV;
  • maggior velocità di visualizzazione delle schede dei prodotti servizi per installazioni client/server;
  • possibilità di specificare un'IVA di default per prodotti/servizi non codificati;
  • migliorata la finestra di fatturazione;
  • login automatico via smartkey;
  • importi totali calcolati anche per i DDT;
  • riscritto il programma di installazione in modo da basarsi su InnoSetup;
  • disponibile la guida "Primi passi";
  • aggiunta progress bar durante l'avvio del programma? utile per
    scacciare la noia sui vecchi elaboratori :-);
  • possibilità di abilitare/disabilitare la stampa dei codici prodotto/servizio in fatture e DDT;
  • notevole semplificazione dell'interfaccia grafica ottenuta mostrando all'utente solo le informazioni di volta in volta necessarie;
  • migliorato il report per raggruppamenti;
  • nuove possibilità di filtraggio flussi nel relativo report;
  • in fattura possibilità di visualizzare percentuale di sconto oltre all'effettivo ammontare dello stesso;
  • emissione del dischetto per ricevute bancarie;
  • gestione codici di esenzione IVA;
  • risolti alcuni problemi di compatibilità con vecchie versioni di Windows;
  • varie correzioni di piccoli bug.
Modulo progetti/lavori:
  • graficamente migliorata la stampa dei preventivi;
  • introdotta possibilità di disabilitare completamente lo spalmo;
  • nelle voci in preventivo ricorso automatico alla descrizione prodotto/servizio in mancanza di specifiche tecniche;
  • predisposta una pagina di chiusura per i preventivi;
  • nuove statistiche relative alle risorse aziendali;
  • vari miglioramenti nell'usabilità del modulo preventivi;
  • sistema avanzato per la ricerca dei preventivi;
  • varie correzioni di bug secondari.
Modulo scheduling:
  • ultimato e disponibile.
Come sempre l'aggiornamento è liberamente scaricabile da tutti gli utenti registrati dell'ultima major release del programma (1.1.0) o che abbiano sottoscritto un contratto di assistenza.

Digitale o analogico?

Digitale o analogico?

L'attributo DIGITALE viene utilizzato in relazione ad una grandezza/sistema che varia fra un insieme finito di possibili stati in maniera discreta (ogni stato è ben distinto dagli altri). Deriva dal termine inglese digit (cifra).

ANALOGICA è, invece, una grandezza (ovvero un sistema) che varia con continuità (questo non significa che non possa esser rappresentata numericamente). La parola deriva dal greco e significa, letteralmente, discorso simile.



Esempio di segnale analogico Esempio di segnale digitale
Segnale (una qualunque grandezza fisica variabile cui è associata un'informazione) analogico (tempo continuo, ad ampiezza continua). Segnale digitale (assume soltanto valori appartenenti ad un insieme discreto).
Esempio di sistema analogico Esempio di sistema digitale
Un orologio con lancette è analogico, perché la posizione di ognuna delle sue lancette (ore, minuti e secondi) può indicare uno qualsiasi degli infiniti punti che formano la circonferenza del quadrante dell'orologio stesso. In un orologio digitale le cifre che compongono l'ora, i minuti e i secondi indicano solo e soltanto gli 86400 possibili momenti in cui può essere sudiviso, in secondi, un giorno (24 ore x 60 minuti x 60 secondi).

Un oggetto viene digitalizzato, cioè reso digitale, se il suo stato originario (analogico) viene tradotto e rappresentato mediante un insieme numerabile di elementi. Per esempio, una foto, normalmente formata da un infinito numero di punti ognuno dei quali formato di un'infinita gamma di colori, viene digitalizzata, e quindi tradotta in foto digitale, scomponendo la sua superficie in un numero discreto di "punti" (detti pixel) ognuno dei quali in grado di assumere un colore tra i 16777216 possibili (se codificati in RGB, cioè in una combinazione di 256 sfumature di rosso, 256 di verde e 256 di blu).

Molte tecnologie ricorrono al digitale per ottenere la riproduzione di un'onda (sonora o luminosa) che è analogica; il modem converte appunto un segnale analogico inviabile attraverso i doppini telefonici in un segnale richiesto dal PC, o altro dispositivo elettronico, che funziona tramite bit (0/1).

Meglio analogico o digitale?

Di primo acchito una rappresentazione analogica sembrerebbe rispondere meglio alla natura continua della maggior parte dei fenomeni visibili; una riflessione più approfondita toglie, però, molte certezze.

Nel caso degli strumenti di misurazione, bisogna considerare come la nostra capacità di discriminare fra rappresentazioni analogiche di valori prossimi sia, in genere, minore di quella offerta da uno strumento digitale sufficientemente preciso (senza contare che la costruzione di apparecchiature meccaniche capaci di rendere "leggibile" in maniera analogica la differenza fra valori molto vicini è spesso complessa). Di fatto, la progressiva adozione di strumentazioni elettroniche, che privilegiano la rappresentazione digitale, rispetto a quelle meccaniche, ha spesso permesso un progresso nella precisione della misurazione.

In campo musicale il successo del CD audio è legato a problemi di usura meccanica e delicatezza dei vecchi dischi. Non secondario è l'elevato costo dei dispositivi analogici in grado competere con quelli digitali normalmente in commercio. Da considerare, comunque, come i puristi del suono sostengano tutt'ora la superiorità dei migliori giradischi rispetto al CD.

Infine non va dimenticato che lo sviluppo del computer, nato per lavorare su informazioni in formato digitale, ha fortemente favorito il processo di traduzione in termini digitali di grandezze e fenomeni che tradizionalmente non erano percepiti come tali.

2005-04-22

Posta elettronica certificata

La posta elettronica certificata (PEC) è un sistema di comunicazione basato sulla posta elettronica standard a cui si aggiungono delle caratteristiche di sicurezza e di certificazione della trasmissione stabilite, nel 2003, da due documenti presenti sul sito del CNIPA. Il 28 gennaio 2005 il Consiglio dei Ministri ha approvato un DPR specifico sulla PEC.

Utilizzo della posta elettronica certificata

Aspetti generali

La trasmissione viene considerata certificata solo se le caselle del mittente e del destinatario sono caselle di posta elettronica certificata. Se una delle caselle coinvolte nella trasmissione non è una casella di PEC si viene a perdere il valore della trasmissione e il sistema potrà fornire solo una parte delle funzionalità di certificazione previste; in questo caso, per esempio, non viene fornita la ricevuta di avvenuta consegna. I gestori di posta certificata sono obbligati a mantenere traccia di tutti i principali eventi che riguardano la trasmissione (per 30 mesi), così da permetterne l'utilizzazione come prova da parte degli interessati. I gestori, inoltre, sono tenuti ad utilizzare sempre un riferimento orario allineato con gli istituti ufficiali che garantiscono l'ora esatta. Quindi le registrazioni e tutti gli elementi descritti in seguito (ricevute, buste…) conterranno sempre l'ora esatta.

Accesso e identificazione

L'utilizzo dei servizi di posta certificata deve avvenire esclusivamente utilizzando protocolli sicuri (https, smtps, smtp starttls, pop3s, imaps) in modo da evitare qualsiasi manomissione del messaggio da parte di terzi. L'identificazione del mittente è effettuata tramite username e password oppure tramite certificati digitali.

Certificazione dell'invio

In seguito all'inoltro di un messaggio ad una casella di posta certificata, si riceve dal gestore una ricevuta di accettazione, firmata dal gestore stesso, che attesta il momento della spedizione ed i destinatari (distinguendo quelli normali da quelli dotati di PEC).

Integrità del messaggio

Il gestore di posta certificata del mittente:
  1. crea un nuovo messaggio, detto busta di trasporto, che contiene il messaggio originale ed i principali dati di spedizione;
  2. firma la busta in modo che il gestore del destinatario possa verificarne l'integrità (ovvero che non vi sia stata manomissione nella trasmissione).
A completa garanzia dell'integrità del messaggio, mittente e destinatario sono obbligati ad utilizzare la casella di PEC solo tramite protocolli sicuri, come descritto in precedenza.

Certificazione della consegna

Un messaggio di posta certificata viene consegnato nella casella del destinatario inserito nella sua "busta di trasporto". Non appena effettuata la consegna il gestore del destinatario invia al mittente la ricevuta di consegna. Anche in questo caso si tratta di un messaggio email, firmato dal gestore stesso che attesta:
  • la consegna;
  • data e ora di consegna;
  • contenuto consegnato.
Va sottolineato l'ultimo punto: infatti la ricevuta di consegna contiene, in allegato, anche il messaggio vero e proprio (con tutti i suoi eventuali allegati). Questo significa che la posta certificata fornisce al mittente una prova, firmata dal gestore scelto dal destinatario, di tutto il contenuto che è stato recapitato (con data e ora di recapito). Questa è una delle caratteristiche più significative che distingue la posta certificata dai normali mezzi per l'invio di documenti ufficiali in formato cartaceo.

2005-03-29

La firma digitale

Tramite la firma digitale è possibile garantire l'autore di un documento informatico e verificare che tale documento non abbia subito modifiche successive alla sottoscrizione. Per queste ragioni, negli ultimi anni, la firma digitale è stata oggetto di interesse giuridico e tecnologico.

Generalità

La firma digitale è un'informazione che viene aggiunta ad un documento informatico al fine di garantire:
autenticazione del mittente
il destinatario ha la possibilità di verificare l'identità del mittente;
integrità
è possibile provare che non sono state apportate modifiche al messaggio durante la trasmissione;
riservatezza (opzionale)
il messaggio è leggibile dal solo destinatario.
Sebbene l'uso in relazione a documenti su supporti informatici sia quello più naturale, essa può essere utilizzata per autenticare una qualunque sequenza di simboli binari, indipendentemente dal loro significato. La principale differenza tra firma autografa e firma digitale sta nel fatto che la prima è direttamente riconducibile all'identità di colui che la appone, poiché la calligrafia è un elemento identificativo della persona, mentre la seconda non possiede questa proprietà. Per coprire questa deficienza si ricorre all'autorità di certificazione, il cui compito è quello di stabilire, garantire e pubblicare l'associazione tra firma digitale e soggetto sottoscrittore. In presenza di un'autorità di certificazione affidabile, la firma digitale è più forte della firma "reale".

Vantaggi

  • Il documento firmato realmente può essere modificato, mentre una sequenza di bit firmata digitalmente, a meno di perdita della chiave privata o di vulnerabilità dell'algoritmo, non è modificabile.
  • La firma reale è sempre uguale e può essere riprodotta, la firma digitale varia a seconda dei bit del documento firmato.

Svantaggi

  • La firma "reale" è direttamente riconducibile all'identità di chi la appone, poiché la calligrafia è un elemento identificativo della persona. La firma digitale manca di questa proprietà e necessita di un'autorità di certificazione.
  • Bisogna prestare attenzione firmando alcuni tipi di documento in cui il contenuto non cambia ma quanto mostrato all'utente sì!
La firma autografa digitalizzata (riprodotta con uno scanner, tracciata su una tavoletta dotata di touch screen…) non è una firma, è una mera riproduzione.
Al contrario della firma autografa e della firma digitale, non è legata indissolubilmente al documento sulla quale viene apposta e per questo non ha valore legale.
Per usare le parole di Manlio Cammarata in Interlex:
Sul piano probatorio vale esattamente per quello che è: una rappresentazione meccanica, ai sensi dell'art. 2712 del codice civile. Se colui contro il quale viene prodotta ne disconosce la conformità alla propria firma autografa, l'onere della prova spetta alla controparte.
In Italia, a partire dal 1997, una serie di provvedimenti legislativi hanno conferito valore giuridico al documento informatico ed alla firma digitale. Inoltre, con la pubblicazione della Direttiva Europea 1999/93/CE, del gennaio 2000, si è imposto un quadro comune agli stati dell'Unione Europea, fornendo, nel contempo, ulteriori impulsi al processo legislativo.
Le tecnologie coinvolte si stanno continuamente evolvendo, per seguire le esigenze, sempre più complesse, nella sottoscrizione digitale, nell'interscambio dei documenti e nella loro successiva conservazione.

Crittografia asimmetrica - concetti base

Prima di descrivere il funzionamento della firma digitale, è necessario introdurre alcuni elementi di crittologia. Nel 1976 Diffie, Hellman e Merkle (quest'ultimo indipendentemente dai primi due) introdussero un concetto che rivoluzionò le comunicazioni segrete: i cifrari a chiave pubblica.

Cifrario simmetrico

Un cifrario simmetrico prevede:
  1. una chiave segreta k;
  2. una funzione per cifrare Ck, parametrica in k, iniettiva (altrimenti non sarebbe possibile ricostruire in modo univoco il messaggio in chiaro), che trasforma un generico messaggio in chiaro m in un crittogramma c.
  3. una funzione per decifrare Dk, parametrica in k, che permette di riottenere il messaggio in chiaro m partendo dal crittogramma c.
Si ha:
  1. Dk e Ck sono l'una l'inversa dell'altra, quindi Dk(Ck(m)) = m;
Precedentemente il sistema tipico per cifrare un messaggio (cifrario simmetrico) prevedeva:
  1. una procedura per cifrare ed una per decifrare, generalmente di pubblico dominio;
  2. una chiave di cifratura, segreta (nota solo a mittente e destinatario), in grado di determinare il funzionamento delle procedure per cifrare e decifrare.
Un esempio pratico, banale, potrebbe essere:
  • messaggio in chiaro: "vendere tutto";
  • chiave segreta: 3;
  • procedura per cifrare: sostituire ogni lettera del messaggio in chiaro con quella che, nell'alfabeto, la segue di 3 posizioni (3 è la chiave segreta);
  • prodedura per decifrare: sostituire ogni lettera del messaggio cifrato (crittogramma) con quella che, nell'alfabeto, la precede di 3 posizioni;
  • poiché v→y, e→h, n→q, d→g, r→u, t→w, u→x, o→r il messaggio cifrato risulta essere "yhqghuh wxwwr".
Un cifrario asimmetrico prevede:
  1. una chiave pubblica k[pub] ed una chiave privata k[priv];
  2. una funzione per cifrare C(m,k);
  3. una funzione per decifrare D(c,k).
Si deve avere:
  1. D(C(m,k[pub]),k[priv]) = m;
  2. c = Ck[pub](m) è semplice da calcolare per il mittente;
  3. m = Dk[priv](c) è semplice da calcolare per il destinatario;
  4. la coppia <k[priv],k[pub]> è facile da generare e la probabilità che due utenti scelgano la stessa coppia prossima a zero.
C deve essere una funzione one way, cioè facile da calcolare e difficile da invertire (in senso computazionale), ma deve contenere un meccanismo segreto detto trap door che ne consenta la facile invertibilità a chi lo conosca. Nei cifrari a chiave pubblica, o asimmetrici, le chiavi di cifratura e di decifrazione sono diverse, scelte dal destinatario che ne rende pubblica una, usata per cifrare, e mantiene segreta l'altra, usata per decifrare. Come in precedenza le procedure per cifrare e decifrare sono note al pubblico e dipendono, per il loro funzionamento da una chiave. In questo caso, però, la cifratura è accessibile a tutti mentre la decifratura è riservata al destinatario (perché richiede la chiave privata nota solo a lui). Si intuisce che, perché il tutto funzioni, deve esserci una relazione di qualche genere fra la chiave pubblica e quella privata ma, certo, non deve essere semplice ottenere la chiave privata partendo da quella pubblica.

Protocollo 1: messaggio in chiaro firmato

  1. Il mittente A genera la firma f=D(m,kA[priv]).
  2. A invia al destinatario B la tripla <A,m,f> costituente il messaggio firmato.
  3. B riceve il messaggio firmato <A,m,f> e ne verifica l'autenticità calcolando C(f,kA[pub]) e verificando che il valore sia uguale ad m.
Si osserva che rispetto all'uso "standard" i processi di firma e verifica impiegano le funzioni C e D in ordine inverso (però D è ancora abbinata alla chiave privata e C a quella pubblica). Questo non porta a problemi perché C e D sono una l'inversa dell'altra. Inoltre l'indicazione esplicita del mittente A è necessaria per permettere al destinatario di selezionare l'appropriata chiave pubblica kA[pub] da utilizzare nel calcolo.
Firma e spedizione
Il mittente cifra il messaggio da firmare con l'apposita procedura abbinata alla propria chiave privata. Viene ottenuto un messaggio cifrato. Il documento firmato è l'insieme del messaggio in chiaro, del messaggio cifrato (secondo il sistema sopra indicato) e dell'indicazione del mittente.
Ricezione e verifica
Il destinatario riceve le tre informazioni sopra dette (messaggio in chiaro, messaggio cifrato, indicazione del mittente). Con l'indicazione dell'utente/mittente recupera la chiave pubblica associata allo stesso (per esempio da un registro ufficiale). Con l'apposita procedura di decifratura, abbinata alla chiave pubblica recuperata, decifra il messaggio cifrato ed ottiene un messaggio in chiaro da confrontare con quello ricevuto per assicurarsi che tutto sia a posto.

Perché funziona?

  • Se qualcuno altera il documento in chiaro, quando il destinatario decifra il documento cifrato otterrà un nuovo documento, diverso dall'originale, ed il confronto fra documento in chiaro ricevuto e documento in chiaro decifrato non avrà successo.
  • Il tentativo di alterare il documento in chiaro e contemporaneamente quello cifrato non è possibile senza conoscere la chiave privata del mittente (segreta) o a meno di forzare il cifrario a chiave pubblica.
  • Il mittente non può disconoscere la propria firma perché solo lui è a conoscenza della chiave privata necessaria per ottenere il messaggio cifrato a partire da quello in chiaro.
  • Il sistema è legato ad un particolare mittente e non ad un particolare destinatario. Chiunque può convincersi della correttezza della firma perché per farlo è necessaria la sola chiave pubblica del mittente.

Perché non si adotta questo protocollo?

  • Spedire un messaggio firmato in questo modo comporta un lavoro doppio: il messaggio cifrato ha, infatti, dimensione paragonabile a quella del messaggio in chiaro.
  • Non si può garantire la riservatezza della comunicazione perché fra le tre informazioni inoltrate c'é il messaggio in chiaro.

Protocollo 2: messaggio firmato in hash

Funzioni hash

Una funzione hash (hash function) f: X → Y è una regola che associa ad un elemento x un altro elemento y=f(x) (detto immagine o fingerprint o digest). È caratterizzata da:
  • n=|X| >> m=|Y|.
    Questa proprietà garantisce che la rappresentazione y sia più breve di x (log2m bit contro log2n bit). Oltre a questo può accadere che la minore cardinalità di Y permetta di individuare in questo insieme una qualche "struttura" assente in X (o troppo complessa per esser sfruttata). Il fatto che n < m comporta che la funzione f non sia iniettiva (vale a dire che alcune elementi di X avranno la stessa immagine);
  • se con X1, X2… Xm indichiamo la partizione di X in sottoinsiemi disgiunti tali che per ogni valore dell'indice i tutti gli elementi di Xi hanno come immagine uno stesso elemento di Y, una buona funzione hash deve assicurare che i sottoinsiemi Xi abbiano, all'incirca, la stessa cardinalità e che elementi "simili" di X appartengano a sottoinsiemi diversi.
Generalmente, quando si parla di funzioni hash nel campo della crittografia, si richiedono ulteriori proprietà (che caratterizzano le funzioni hash one way):
calcolabilità
f(x) sia facile da calcolare;
proprietà one way
per la maggior parte degli y in Y sia difficile determinare un x tale che f(x)=y;
proprietà claw free
sia difficile determinare una coppia di elementi x1, x2 tali che f(x1)=f(x2).
Con il "difficile" si intende la complessità computazionale. Alcune funzioni molto note in crittografia sono la MD5, la SHA-1 (o semplicemente SHA), la SHA-256… La MD5 è stata forzata e non è più considerata sicura. Per la SHA-1 sono state scoperte tecniche di attacco più efficienti rispetto alla "forza bruta", ma vari enti governativi non prevedono problemi nel breve termine (il NIST la considera sicura almeno fino al 2010). Prima di descrivere questo protocollo, bisogna introdurre il concetto di funzione hash crittografica. Si tratta di una procedura per trasformare un messaggio in un numero di molte cifre (comunque, tipicamente, di dimensioni trascurabili rispetto al messaggio in chiaro). La proprietà che caratterizza questa procedura è la sua unidirezionalità (one-way): non è possibile ricostruire le caratteristiche del messaggio partendo dal numero ottenuto.

Tecnica corrente per la firma digitale

  1. Il mittente A calcola:
    • h(m) (dove h è una funzione hash one-way ed m il messaggio in chiaro);
    • la firma f=D(h(m),kA[priv]);
    • il crittogramma c=C(m,kB[pub]).
  2. A invia al destinatario B la tripla <A,c,f> costituente il messaggio firmato.
  3. B riceve il messaggio firmato <A,c,f> e calcola m1=D(c,kB[priv]). Per verificarne l'autenticità controlla che h(m) e C(f,kA[pub]) siano uguali.
Si procede come precedentemente descritto, con la differenza che ad esser cifrata è l'impronta (o digest, o fingerprint) del messaggio, anziché l'intero messaggio. Al destinatario è inviata l'informazione sul mittente, il messaggio in chiaro e l'impronta cifrata. Il tutto è riassunto nella figura seguente:

2005-02-09

Rete elettrica ed UPS, qualche dettaglio

EVENTODESCRIZIONECAUSAEFFETTO
BLACKOUT Completa mancanza di corrente elettrica Eccessiva richiesta di energia elettrica o danno alla rete Perdita dati presenti nella RAM dell'elaboratore, possibili scritture errate/parziali su dispositivi di memorizzazione secondari
SOTTOTENSIONE
(sag)
Breve abbassamento di tensione sulla rete elettrica Picco nella richiesta di energia elettrica Possibili crash di sistema, diminuzione della durata di vita di motori elettrici
RUMORE
(noise)
Alterazione della forma d'onda fornita dalla rete di alimentazione Interferenze elettromagnetice (EMI) o radio (RFI) dovute ad apparati industriali, generatori, trasmettitori radio, fulmini… Possibili danni a monitor, risposta alterata dei dispositivi elettronici
SOVRATENSIONE
(surge
Breve (tipicamente nell'ordine di 1/120 di secondo) aumento del voltaggio di rete Tipicamente spegnimento di apparecchiature ad alto assorbimento energetico presenti nelle vicinanze Diminuzione vita utile dei dispositivi
PICCO
(spike)
Incremento repentino della tensione Fulmini, effetto del ritorno dell'alimentazione di rete dopo un blackout Possibili danni fisici di estrema gravità

Valutare il proprio rischio

SITUAZIONEGRAVE RISCHIO PROBLEMA SENSIBILE TRASCURABILE NOTE
BLACKOUT
(in un anno)
Oltre 12 Fra i 3 e gli 11 Meno di 3
ETÀ EDIFICIO
(in anni)
Oltre 10 Fra i 5 ed i 10 Sotto i 5 Gli impianti elettrici di vecchi edifici non sono progettati per rispondere alle esigenze delle moderne apparecchiature
APPARECCHIATURE NELLE VICINANZE Macchinari pesanti / motori (ascensori…) Fotocopiatrici, stampanti laser Niente Almeno il 50% dei problemi di alimentazione è legato all'ambiente di lavoro locale
CONNESSIONI SUPPLEMENTARI Modem, porta seriale, rete Solo modem Stand alone Picchi e sovratensioni possono arrivare all'elaboratore attraverso "passaggi secondari"
AMBIENTE OPERATIVO In rete, multiutente Stand alone, multi tasking Stand alone, single tasking
DIMENSIONE DELLA LAN Oltre 10 utenti Fra 5 e 10 utenti Meno di 5 utenti Al crescere delle dimensioni di un sistema, i suoi punti sensibili aumentano
TEMPORALI
(in un anno)
Oltre 30 Fra i 20 ed i 30 Meno di 20

Altri fattori da valutare sono la qualità della rete elettrica (è comune che zone rurali non siano ben servite), la presenza di cavi elettrici non opportunamente protetti… In particolare bisogna considerare che anche per un cablaggio a regola d'arte, con materiali certificati per decine di anni dai produttori, i cavi subiscono un processo di invecchiamento, che in alcune circostanze può essere accelerato per l'azione di fattori esterni. In una città di mare, ad esempio, l'atmosfera salmastra può rapidamente intaccare i contatti tra cavi e connettori.

Quando i gruppi di continuità vengono inseriti in sistemi complessi, quali, ad esempio, le reti per la trasmissione di dati, gli aspetti da valutare aumentano e si complicano, talvolta notevolmente.


Gruppi di continuità

Nell'acquisto di un gruppo di continuità bisogna prestar attenzione al suo corretto dimensionamento. Il metodo migliore per non sbagliare consiste nell'effettuare una misura del reale assorbimento di potenza dei dispositivi che si vogliono collegare (mediante un wattmetro a vero valore efficace). Non essendo sempre possibile procedere in questo modo, bisogna:
  1. determinare i dati di targa di ciascuna apparecchiatura (sono espressi in VA e riportati sull'etichetta dell'apparecchio o nei documenti a corredo) e sommarli in modo da ottenere la potenza apparente;
  2. assicurarsi che il valore ottenuto sia inferiore a quello nominale dell'UPS.
Va notato che nelle specifiche di un apparecchio vengono solitamente riportati due valori di potenza: la potenza apparente (in VA) e la potenza reale (in W), legate dalla relazione Pr=Pa·cos(φ). La grandezza cos(φ), detta fattore di potenza è solitamente compresa fra 0,6 e 0,8. È dunque necessario prestar attenzione a quali potenze si confrontano. Nel caso si renda necessario effettuare qualche conversione e non si conosca il fattore di potenza esatto, è ragionevole considerere 0,7.

A "complicare" la situazione c'è il fatto che l'attuale normativa impone ai costruttori di riportare anche i valori nominali di carico che non verranno mai superati da un apparecchio. Non è impossibile che questi valori raggiungano il doppio della potenza tipicamente assorbita.

Infine non bisogna farsi ingannare dal fatto che l'autonomia riportata fa sempre riferimento all'80% del carico massimo supportato dall'UPS. La relazione che lega il tempo di autonomia nominale (Tan), l'autonomia reale (Tar), la potenza assorbita dal carico (Pa) e la potenza nominale dell'UPS (Pn) è: Tar=Tan·Pn/Pa. Grazie a questa formula è possibile intervenire quando le esigenze di potenza sono limitate, ma l'autonomia richiesta è maggiore rispetto ai modelli di UPS disponibili.

2005-01-17

Qualche avvertenza circa la cura di dispositivi e supporti di memorizzazione

Avvertenze generali

  1. Installare il proprio computer in un ambiente sicuro: asciutto, fresco, senza polvere, lontano dalle zone di passaggio di mezzi o persone. Nel caso di un server, valutare l'acquisto di un armadio modulare/rack.
  2. Effettuare regolarmente copie di backup è il sistema più valido per tutelarsi contro la perdita di dati. La frequenza minima è di una copia a settimana (assicurandosi di copiare i dati corretti). È consigliabile conservare le copie in un luogo diverso da quello del computer.
  3. Utilizzare un gruppo di continuità (UPS). Nel caso di un fulmine o di sbalzi di tensione, un UPS protegge il computer da sovraccarichi; inoltre, grazie alle batterie, offre il tempo necessario per registrare i dati se viene a mancare la corrente. Se un UPS non è una soluzione economicamente accettabile, si può ripiegare su una ciabatta con protezione per sovratensioni.
  4. Installare un programma antivirus ed aggiornarlo regolarmente ed eseguire regolarmente. I virus sono fra i peggiori nemici del tuo computer.
  5. Prestare attenzione a rumori "particolari". Se durante la lettura/scrittura da dispositivi di memorizzazione si avvertono strani rumori, spegnere il computer e rivolgersi ad un centro di assistenza tecnica.

Come aver cura del proprio hard disk

Sebbene l'importanza di questo dispositivo sia ovvia e le cause di possibile danneggiamento numerose, molti utenti ne trascurano completamente la cura.
  1. Proteggere il disco rigido da colpi e vibrazioni. Spesso, durante l'installazione, lo spostamento o la riconfigurazione, il disco subisce colpi di vario genere.
  2. Utilizzare apparati antivibrazione e di raffreddamento passivo / attivo. Gli hard-disk più recenti hanno piatti caratterizzati da una velocità pari o superiore alle 7200 rotazioni per minuto (RPM) ed il calore generato, talvolta associato a quello di altri dispositivi stipati in un cabinet di dimensioni limitate, può costituire un problema grave.
  3. Prestar attenzione alle cariche statiche. L'elettricità statica è un nemico invisibile e spesso sottovalutato, ma in grado di danneggiare chip e transistor. Toccando un hard disk è facile scaricare questo accumulo di carica ed è quindi necessario adottare misure precauzionali.
  4. Climatizzare la stanza in cui si installano i computer. Gli hard-disk possono presentare malfunzionamenti ad intermittenza o crash totali se utilizzati in condizioni di temperatura, umidità od altitudine fuori dai parametri operativi.
  5. Eseguire controlli periodici. Sono disponibili software in grado di eseguire test diagnostici per rilevare possibili problemi.
  6. Effettuare copie di backup prima di spostare il computer in una diversa posizione / ubicazione.
  7. Attivare la funzionalità SMART nel BIOS (se disponibile).

Come aver cura delle cassette di backup

Ancor oggi rappresentano, specie nel caso di grandi archivi, una delle soluzioni più economiche per il backup. Non basta, comunque, acquistare drive e cartucce per essere certi che, in caso di disastro, i dati siano al sicuro.
  1. Mantenere le cassette nella loro scatola fino al momento di utilizzarle. È inutile esporre prematuramente il nastro magnetico a polvere, umidità e luce del sole.
  2. Non tentare di inserire una cassetta che si presenta danneggiata: oltre a peggiorare la situazione, è possibile compromettere l'integrità dell'intero sistema.
  3. Conservare le cassette in modo appropriato. È importante utilizzare la custodia originale e conservarle "dritte" in modo da prevenire riavvolgimenti scorretti del nastro e proteggerle il più possibile dalla luce.
  4. Prestare attenzione alla temperatura. Il calore eccessivo può deformare la plastica utilizzata per le cassette, causandone vari tipi di danneggiamento.
  5. Evitare campi magnetici. Casse acustiche, microonde, cellulari, testine di stampa possono cancellare il contenuto di un nastro magnetico.
  6. Predisporre un sistema di comparazione dei file in modo da assicurarsi che le informazioni su nastro siano identiche a quelle primarie. Quando il software segnalerà problemi sarà opportuno sostituire il supporto di memorizzazione.

Cosa fare in caso di problemi


  • Non farsi prendere dal panico. Non bisogna mai considerare irrecuperabili i dati.
  • Non utilizzare software di recupero dati se si sospetta che il dispositivo sia fisicamente danneggiato. Utilizzare un software di "file recovery" su un hard-disk con un danno meccanico, potrebbe compromettere la possibilità di recuperare i dati.
  • Le "undelete utility" possono rimediare alle disattenzioni. Questi programmi vanno usati immediatamente, visto che il sistema operativo potrebbe scrivere nuovi dati "sopra" i file cancellati. Per gli utenti di Windows… controllare il cestino: se non è vuoto tutti i file che contiene possono certamente essere ripristinati.
  • Non pulire od utilizzare dispositivi danneggiati da calamità naturali, si corre il serio rischio di peggiorarne notevolmente la condizione; rivolgersi subito ad un centro specializzato.
  • In caso di furto di dati rivolgersi ad un professionista di sicurezza informatica. La cancellazione intenzionale di dati, la duplicazione ed il furto sono minacce che si realizzano sempre più di frequente.


La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.
Marco Tullio Cicerone

2005-01-13

DBFarm: online le domande frequenti

È disponibile, nella pagina dedicata a DBFarm, la raccolta aggiornata delle "domande frequenti" relative al programma. La lettura del documento è vivamente consigliata a tutti gli utenti.

2005-01-06

FACILE: nuova release 1.1.6/70

Modulo base:
  • modifiche all'interfaccia grafica per velocizzare l'inserimento dati;
  • corretto problema di dimensionamento del logo aziendale (misura in mm anziché in pixel);
  • anteprima di stampa notevolmente velocizzata;
  • migliorata procedura di backup archivi;
  • nuove informazioni di riferimento durante la visualizzazione di acquisti/consumi/insussistenze/vendite;
  • molte nuove funzionalità aggiunte allo scadenzario;
  • report flussi con possibilità di escludere flussi contabilizzati;
  • possibilità di effettuare la "storicizzazione" di aziende in modo da archiviarle senza perdere le informazioni statistiche ad esse relative;
  • aggiunti nuovi filtri nella stampa dei resoconti;
  • semplificata interfaccia per l'inserimento di fatture/DDT.
Modulo progetti/lavori:
  • risolto problema di visualizzazione dei preventivi in caso di clienti senza indirizzo;
  • procedura di generazione della scheda contabile più flessibile e completa;
  • possibilità di effettuare accorpamenti/suddivisione di voci in preventivo.
Modulo intermediari:
  • completamente revisionate le finestre per l'inserimento di mediazioni e stoccaggi. La procedura di inserimento risulta ora più semplice e veloce;
  • corretto problema di segnalazione dei flussi non contabilizzati ad importo nullo.
Come sempre l'aggiornamento è liberamente scaricabile da tutti gli utenti registrati dell'ultima major release del programma (1.1.0) o che abbiano sottoscritto un contratto di assistenza.