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2026-03-16

Un caso reale di compromissione di una casella Outlook, analisi e raccomandazioni operative

Recentemente ci siamo trovati ad affrontare un episodio piuttosto complesso relativo alla casella di posta elettronica di un cliente. Il comportamento osservato inizialmente poteva essere interpretato come un normale tentativo di phishing o spam, ma l'analisi tecnica ha mostrato che la situazione era più articolata.

Ogni email ricevuta nella casella veniva automaticamente sostituita con un messaggio di estorsione (il classico schema di sextortion scam), contenente richieste di pagamento in criptovaluta ed affermazioni false riguardo a presunti accessi a webcam, documenti personali e cronologia di navigazione.

La particolarità del caso era che qualsiasi email in arrivo veniva modificata: anche messaggi di prova inviati da account diversi arrivavano correttamente per pochi istanti e poi venivano sostituiti con il medesimo testo fraudolento.

Un ulteriore elemento significativo era la comparsa periodica di messaggi nella cartella Bozze, che venivano poi spostati nella Posta in arrivo. Questo indicava chiaramente che un processo con accesso alla mailbox stava creando nuovi messaggi e sostituendo quelli originali.

Dopo diverse ore di analisi, incluse verifiche sugli header SMTP, controlli delle impostazioni di sicurezza e revoche progressive delle sessioni, il problema è stato risolto revocando tutte le sessioni attive e disconnettendo completamente gli accessi alla casella, interrompendo così l'attività dell'attaccante.

L'episodio offre alcuni spunti utili sia in termini di prevenzione sia di gestione operativa di incidenti simili.

2025-10-31

Thunderbird: convertire un messaggio in un evento

Capita spesso di ricevere un messaggio di posta elettronica e dover, conseguentemente, registrare un evento correlato nel calendario, ad esempio una riunione, una scadenza od un promemoria.

In questi casi può essere molto utile mantenere, all'interno dell'evento, un riferimento diretto al messaggio originale, che spesso contiene informazioni specifiche come date, indirizzi, allegati o dettagli organizzativi.

Con Thunderbird questa operazione può essere eseguita in modo rapido grazie ad una funzione integrata: basta fare clic con il tasto destro del mouse sul messaggio e selezionare il percorso `Organizza → Converti in`.

Da qui è possibile creare direttamente un evento od un attività basata sul contenuto del messaggio, mantenendo automaticamente il collegamento con l'e-mail di origine.

In questo modo si evita di copiare manualmente le informazioni, risparmiando tempo e riducendo il rischio di errori o dimenticanze.

2025-07-29

Thunderbird, testo invisibile nelle risposte ad email HTML


Utilizzando Thunderbird capita che, rispondendo ad email in formato HTML, il testo della risposta non sia visibile (testo bianco su sfondo bianco o nero su sfondo nero).

Di solito è sufficiente aprire il menù Impostazioni/Setting →Composizione/Composition → Stile HTML/HTML Style e deselezionare la voce "Utilizzare i colori di default del lettore" / "Use reader's default colors".

Nei casi più difficili si può rispondere utilizzando la modalità testo: basta tenere premuto il tasto SHIFT mentre si clicca sul pulsante rispondi. 

2025-07-25

Integrazione con Clouflare Turnstile

Come precedentemente segnalato, Google sta cercando di incentivare la migrazione degli utenti di reCAPTCHA verso reCAPTCHA Enterprise. Con reCAPTCHA Enterprise, le funzionalità avanzate sono pensate per le aziende e possono comportare costi significativi, specialmente in caso di elevati volumi di traffico. Turnstile rappresenta una soluzione gratuita e semplice per la maggior parte dei siti.

2025-04-10

Libraesva per la protezione delle email aziendali

Visto il proliferare di attacchi informatici veicolati tramite email, abbiamo deciso di offrire ai clienti interessati un sistema integrabile con la posta elettronica aziendale.
 
Libraesva Email Security è una soluzione di sicurezza per la posta elettronica progettata per proteggere da minacce come phishing, frodi, malware ed attacchi BEC (Business Email Compromise / whailing). 
 
Grazie ad una protezione a livello gateway evita la necessità di adottare soluzioni multiple.
 
È compatibile con tutte le soluzioni internet che proponiamo.

2025-03-27

I CAPTCHAs cambiano!

Con l'acronimo inglese CAPTCHA si denota, nell'ambito dell'informatica, un test per determinare se l'utente sia un umano od un computer (più precisamente, un bot).

A questo proposito, vi sarà probabilmente giunta notizia che Google ha intenzione di migrare gli utenti del servizio reCAPTCHA verso il nuovo reCAPTCHA Enterprise on Google Cloud entro la fine del 2025. Questo potrebbe comportare un aumento dei costi per alcuni utenti (vedi Compare features between reCAPTCHA tiers).

Da un punto di vista tecnico, per quanto riguarda i siti internet da noi sviluppati, non dovrebbero sorgere particolari problemi: utilizziamo quasi esclusivamente Contact Form 7 e l'autore sta già affrontando la questione:
In the next major update (Contact Form 7 version 6.1, which will be released in the first half of this year), we will update the reCAPTCHA integration module according as the Google Cloud version of reCAPTCHA. If you continue using reCAPTCHA, you will be required to migrate the reCAPTCHA keys to a Google Cloud project prior to upgrading Contact Form 7 to 6.1 on your sites.

Da un punto di vista economico un'alternativa, al momento gratuita, è Claudflare Turnstile. Sulla carta le funzionalità sono analoghe ed anche questo servizio verrà integrato nel plugin Contact Form 7.

In ogni caso, considerato che i bot ricorrono a strumenti di intelligenza artificiale sempre più avanzati per aggirare le difese, è ragionevole supporre che questo genere di protezione non possa, nel medio termine, rimanere gratuita (escludendo i volumi di traffico più modesti, per i quali... le nostre informazioni personali costituiscono già una forma di pagamento sufficiente).

Forniremo ulteriori dettagli man mano che la questione si definirà.

2024-11-15

Outlook - Incrementare la dimensione massima dei file `.ost` / `.pst`


Quanto segue NON si applica a file `.ost` / `.pst` nel formato Outlook 97-2002 (ANSI formatted files)


La dimensione massima di un file `.pst` / `.ost` Unicode è preimpostata a 20GB per Outlook 2003 / 2007 e 50GB per versioni più recenti di Outlook.

È possibile incrementare (o decrementare) questo valore sia tramite il registro di sistema che sia tramite group policies.

Procedimento tramite registro

Tramite `regedit.exe` bisogna creare due nuovi valori nelle seguenti posizioni:

  • Outlook 2003:
    `HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\11.0\Outlook\PST`
  • Outlook 2007
    `HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\12.0\Outlook\PST`
  • Outlook 2010
    `HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\14.0\Outlook\PST`
  • Outlook 2013
    `HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\15.0\Outlook\PST`
  • Outlook 2016 / Outlook 2019 / Outlook 2021 / Microsoft 365
    `HKEY_CURRENT_USER\Software\Microsoft\Office\16.0\Outlook\PST`
(notare che, anche se le voci fanno riferimento al formato `PST`, le impostazioni saranno valide anche per il formato `OST`)

Le `DWORD` da inserire sono:

  • `WarnLargeFileSize` (usare valori inferiori a 4090445042 decimale / f3cf3cf2 esadecimale)
  • `MaxLargeFileSize` (usare valori inferiori a 4294967295 decimale / ffffffff esadecimale)
Il primo valore indica la soglia, in megabyte, oltrepassata la quale si riceve un avvertimento. Il secondo valore è il limite effettivo e deve essere superiore al primo per lo meno del 5% (il database non contiene solo le email dell'utente).

Procedimento tramite policies

Utilizzare `gpedit.msc` e controllare la sezione `User Configuration-> Administrative Templates-> Microsoft Outlook -> Miscellaneous-> PST Settings`.
Le due impostazioni da modificare sono:

  • `Large PST: Absolute maximum size`
  • `Large PST: Size to disable adding new content`

Anche qui valgono i limiti di dimensione sopra esposti.

2023-10-03

Thunderbird - Impossibile scrivere il messaggio nella cartella di posta. Controllare di possedere i permessi di scrittura nel file system e di avere spazio sufficiente per copiare la cartella di posta


Questo errore può dipendere da cause piuttosto disparate:

  • la cartella della posta in arrivo è danneggiata. Per ripararla fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella "Posta in arrivo" e selezionare "Proprietà". A questo punto fare clic sul pulsante "Ripara cartella" e attendere il completamento del processo;
  • i permessi dei file nella cartella del proprio profilo sono errati. Per verificare bisogna individuare la cartella del proprio profilo. Un sistema consiste nel selezionare la voce "Guida > Informazioni sulla risoluzione dei problemi in Thunderbird" e fare clic sul pulsante "Mostra cartella" accanto a "Cartella del profilo". In questo modo si aprirà la cartella in "esplora risorse". Facendo clic con il pulsante destro del mouse sul nome della cartella e seleziona "Proprietà > Sicurezza " bisogna assicurarsi di avere il pieno controllo sulla cartella e sui suoi contenuti;
  • il file inbox.msf, che raccoglie informazioni sui messaggi in arrivo (ma non i messaggi veri e propri), potrebbe esser danneggiato. Dopo aver chiuso Thunderbird ed aperto la cartella del profilo profilo come descritto sopra, si può eliminare il file incriminato.  Al riavvio  Thunderbird ricreerà un nuovo file inbox.msf basato sui messaggi effettivi nella posta in arrivo;
  • l'antivirus interferisce con le operazioni di Thunderbird. Provare a disattivare l'antivirus, se Thunderbird torna ad operare correttamente avremo individuato il colpevole. Come procedere dipende, a questo punto, dallo specifico antivirus. Spesso si tratta solo di attendere un aggiornamento;
  • il file contenente la posta in arrivo è troppo grande. Provare ad archiviare parte dei messaggi della posta in arrivo e compattare la cartella.

Se niente di tutto questo funziona, è possibile scrivere nel forum https://forum.mozillaitalia.org per consigli più specifici.

2023-02-11

Prevenire lo spoofing e lo spam con SPF


Gli spammer possono "falsificare" il tuo dominio per inviare messaggi che sembrano provenire dalla tua organizzazione. Questo tipo di attacco si chiama spoofing.

I messaggi che sfruttano lo spoofing possono essere utilizzati per scopi dannosi, come la diffusione di false informazioni, l'invio di software dannoso o per indurre le persone a fornire informazioni sensibili.

Il protocollo SPF (Sender Policy Framework) consente ai server di destinazione di verificare che la posta che sembra provenire dal tuo dominio sia autentica e non inviata sfruttando lo spoofing.

Se SPF non è attivo, è più probabile che i messaggi provenienti dalla tua organizzazione o dal tuo dominio siano contrassegnati come spam dai server di posta di destinazione.

Il "problema" è divenuto, di recente, particolarmente evidente con GMail: Google esegue controlli casuali sui messaggi dei nuovi mittenti diretti ad account Gmail personali, per verificare che siano autenticati. I messaggi senza almeno un metodo di autenticazione (SPDF o DKIM) vengono rifiutati o contrassegnati come spam.

 

ASPETTI TECNICI

Come funziona SPF

Se il server destinatario prevede il controllo SPF, a seguito della ricezione di un messaggio di posta elettronica effettuerà una query DNS sul dominio mittente, ovvero quello che risulta nel "MAIL FROM/return-path" per verificare l'esistenza di un record SPF.

Una volta eseguita la verifica dal record SPF, l'email viene accettata dal server destinatario se l'IP dell'SMTP mittente risulta tra quelli autorizzati, ovvero nella lista di IP presenti nel record SPF. In caso contrario, ovvero se l'IP dell'SMTP non è presente nella lista di IP autorizzati, il controllo SPF fallisce, quindi il messaggio in ingresso viene trattato in base a come il server destinatario opera quando si trova di fronte al controllo fallito e alla policy scelta dal mittente.

Come intervenire


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Prima di configurare SPF

  • Recupera le informazioni necessarie per accedere al fornitore del tuo dominio.
  • Acquisisci familiarità con gli indirizzi IP.
  • Acquisisci familiarità con i record TXT del DNS.
  • (Facoltativo) Controlla se un record SPF è già presente.
  • Identifica tutti i server e i servizi per l'invio di email utilizzati.

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Definire un record SPF

È possibile aggiungere un solo record SPF a un dominio. Tuttavia, nel record SPF di un dominio è possibile specificare più server e terze parti a cui è consentito inviare posta per conto del dominio.


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Aggiungere il record SPF al dominio

  • Aggiungi il record SPF al dominio.
  • Aggiungi un record SPF per un sottodominio.
  • Aggiorna il record SPF con nuovi server o servizi di invio.

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Risolvere i problemi relativi a SPF

  • Verifica il record SPF.
  • Verifica che i messaggi superino l'autenticazione tramite SPF.
  • Accertati che il record SPF includa tutti i server e i servizi di invio che utilizzi.
  • Rivedi le prassi per l'invio di email.

 

 

PER APPROFONDIRE

2020-09-18

Risposte nelle email: sopra o sotto?


Dove inserire la risposta alle mail ricevute: in testa alla risposta (top-posting) od in coda (bottom-posting)?

Stando alle reazioni che le mie email generano, il dubbio parrebbe non sussistere. Proprio oggi un fornitore mi intimava:

> quando rispondi è necessario che tu scriva il tuo messaggio di risposta *SOPRA* altrimenti tutto quello che c'è sotto non riesco a vederlo

(sic!)

Altri, in maniera meno perentoria ma con chiaro intento educativo, mi chiedono il perché insista con la stravaganza di non rispondere all'inizio di una email sebbene:

> il programma si posizioni già al punto giusto per la risposta

Il "programma" una volta era Outlook Express, oggi è un qualche servizio di webmail che tramanda l'originario malcostume.

Ormai solo una minoranza di informatici (ahimè) senior comprende ed apprezza l'alternativa al top-posting.

Consideriamo questo scambio di messaggi (top-posting):


Perché così non si rende la discussione incomprensibile.
> Perché?
> > Preferisco rispondere in linea.
> > > Come ti comporti allora?
> > > > No.
> > > > > Ti piace il top-posting?

(nella realtà il testo, considerate le tipiche firme / controfirme, i disclaimer sulla privacy, le suppliche riguardanti il risparmio energetico e gli alberi abbattuti, sarebbe assai più involuto)

e paragoniamolo a:


> > > > > Ti piace il top-posting?
> > > > No.
> > > Come ti comporti allora?
> > Preferisco rispondere in linea.
> Perché?
Perché così non si rende la discussione incomprensibile.

non credo che servano molti commenti. Tuttavia è bene aggiungere alcune osservazioni:

  • in generale non basta "scrivere sotto", bisogna eliminare le parti dei messaggi precedenti inessenziali alla comprensione del contesto ed inserire le risposte sotto ciascuna parte di rilievo, in maniera simile ad una discussione naturale. Vengono così citate solo le parti rilevanti dei precedenti messaggi (inline reply);
  • sebbene l'utilità dell'inline reply sia evidente per le comunicazioni che coinvolgano più di due persone, anche nell'ordinaria corrispondenza fra due parti, se si sta argomentando circa qualche punto di una precedente conversazione, è utile effettuare una breve citazione in linea e non assumere che l'oggetto del messaggio sia sufficiente per richiamare alla memoria tutti i dettagli.

D'altronde queste sono, da sempre, le indicazioni della netiquette (vedi in proposito l'RFC 1855).

Sebbene la comune tendenza sia quella di considerare sorpassato tutto ciò che è vecchio, la decenza dovrebbe spingere a trovare un motivo per giustificare il nuovo modo di fare (e la pigrizia non è una valida ragione!).

2017-11-04

Attenzione alla falsa mail dell’Agenzia delle Entrate: l'allegato nasconde un malware

La Polizia Postale e delle Comunicazioni segnala una campagna di diffusione di un pericoloso malware, attuata mediante l'invio di false email che simulano comunicazioni da parte dell'Agenzia delle Entrate

Il virus - variante evolutiva del noto malware Zeus/Panda - si diffonde con l'apertura di un falso modello F24, allegato all'email; una volta installato sul sistema della vittima, esso mira a carpire preziosi dati personali, come le credenziali di accesso a servizi bancari e le password di caselle di posta elettronica, anche certificata.

Da un punto di vista tecnico, il malware agisce consentendo ai malfattori di assumere "a distanza", all'insaputa della vittima, il controllo della macchina infettata, dalla quale i dati vengono carpiti e successivamente trasmessi, e che viene a sua volta utilizzata per infettare altri dispositivi.

All'atto della stesura di questo articolo sono più di 900 le organizzazioni infettate sul territorio nazionale.

La frode in questione sembra essere una delle meglio organizzate degli ultimi tempi e questo dunque richiede la massima attenzione da parte di tutti gli utenti che vengono fortemente invitati a non aprire l'allegato che si troveranno di fronte nella propria casella di posta elettronica e ad eliminare immediatamente qualsiasi messaggio che reputano pericoloso.

2016-10-31

E-mail: come distinguere i buoni dai cattivi



AVVERTENZE GENERALI

Molti dei consigli di seguito riportati vengono / possono venir già messi in atto dal fornitore di servizi per la posta, dal programma di lettura, dall'antivirus.

Per questa ragione è bene mantenere aggiornati programmi e servizi.

Tuttavia non bisogna credere di essere al sicuro per il fatto di aver un buon antivirus ed un sistema di backup: un comportamento pericoloso dell'utente mette a repentaglio il sistema indipendentemente dai sistemi di sicurezza adottati.

INTESTAZIONE DEL MESSAGGIO


→ Verificare l'indirizzo del mittente

Aziende / enti solitamente utilizzano indirizzi "personalizzati":
  • il recapito info@mps.it potrebbe far capo al Monte dei Paschi di Siena;
  • montepaschi@hotmail.com sicuramente no.

→ Indirizzo contraffatto

In generale l'indirizzo del mittente può essere contraffatto (email spoofing).

Per di più un messaggio contenente allegati infetti può venir inviato, all'insaputa del mittente, da un computer infetto (questo problema riguarda anche la PEC).

Non prendere decisioni sulla base del: è stato inviato dal commercialista (l'INPS, INAIL, università, Aruba…) quindi è sicuro.

CORPO DEL MESSAGGIO


→ Verificare la corrispondenza fra indirizzi visualizzati ed indirizzi effettivi

L'inganno consiste nel mostrare sul video un indirizzo sicuro / valido salvo rimandare l'utente ad un diverso indirizzo quando questi "clicca" sul collegamento.

Per esempio il link http://www.lamborghini.com rimanda a tutt'altro.

Di solito muovendo il puntatore del mouse sul link, SENZA CLICCARE, browser e client di posta mostrano l'effettivo indirizzo di destinazione.

→ Non lasciarsi ingannare da nomi costruiti ad arte

In un indirizzo quello che importa è la parte "più a destra".

Un nome di dominio è costituito da una serie di stringhe separate da punti, ad esempio it.wikipedia.org. Nel nome la parte più importante è la prima partendo da destra. Questa è detta dominio di primo livello (o TLD), per esempio .org o .it.

Un dominio di secondo livello consiste in due parti, per esempio wikipedia.org, e così via. Ogni ulteriore elemento specifica un'ulteriore suddivisione. Quando un dominio di secondo livello viene registrato all'assegnatario, questo è autorizzato a usare i nomi di dominio relativi ai successivi livelli come it.wikipedia.org (dominio di terzo livello) e altri come some.other.stuff.wikipedia.org (dominio di quinto livello).

Per questa ragione microsoft.com e microsoft.maliciousdomain.com sono due cose ben diverse. Così come paypal.com e paypall.com o signin.ebay.com e signin-ebay.com.

Quando si è in dubbio non cliccare sul collegamento ma inserire manualmente l'indirizzo nel browser.

→ Il messaggio contiene errori grammaticali

Errori grammaticali, sintattici, di costruzione e/o articolazione del periodo sono indicatori importanti. Spesso infatti i messaggi di spam / phishing / scam vengono tradotti automaticamente ed il risultato "si vede".

→ Vengono richiesti dati personali

Non importa quanto sia realistico l'aspetto dell'email: nessuna azienda / ente serio richiede password, numeri di conto corrente, numeri di carta di credito, la risposta a domande di sicurezza… tramite email.

Questo perché non è mai opportuno trasmettere dati sensibili tramite email. Nel caso di una email standard bisognerebbe sempre parlare di diffusione di informazione anziché di comunicazione.

→ Il contenuto del messaggio è troppo bello per essere vero

Non ci sarebbe neanche bisogno di elencarla… ma è una tecnica che funziona più spesso del previsto.

→ Destinatario generico

Se al posto del proprio nome/cognome troviamo formule come "caro cliente", "egregio consumatore" è meglio entrare in "allarme giallo".

ALLEGATI


→ Generalità

Ricevere un messaggio contenente un allegato pericoloso non comporta l'automatica infezione del sistema. Il passo critico consiste nell'apertura dell'allegato. Solo a quel punto un eventuale virus potrebbe entrare in azione.

Se cancelliamo un messaggio già ricevuto, contenente un allegato infetto, il computer non corre rischi.

Qualsiasi allegato va trattato con cautela. In caso di dubbio meglio non rischiare.

→ Estensione del file

Il modo più semplice per identificare un file pericoloso è controllandone l'estensione:

L'estensione di un file, in ambito informatico, è un suffisso, ovvero una breve sequenza di caratteri alfanumerici (tipicamente tre), posto alla fine del nome di un file e separato dalla parte precedente con un punto, attraverso il quale il sistema operativo riesce a distinguerne il tipo di contenuto (testo, musica, immagine, video…) e il formato utilizzato e aprirlo, di conseguenza, con la corrispondente applicazione.

Per esempio, un file con estensione .exe, è un programma di windows (quindi potenzialmente pericoloso).

Molti servizi email, quando non lo stesso programma di lettura, bloccano questo genere di allegati.

Altre estensioni potenzialmente rischiose sono: .msi, .bat, .com, .cmd, .hta, .scr, .pif, .reg, .js, .vbs, .wsf, .cpl, .jar

La lista non è completa, esistono moltissime estensioni in base alle quali Windows può eseguire codice pericoloso.

Anche i file di Office possono costituire un problema. Per la precisione .docx, .xlsx e .pptx sono (dovrebbero essere) sicuri; la loro controparte che termina con la lettera m (.docm, xlsm, .pptm) non lo è (il file contiene macro: blocchi di codice spesso utilizzati legittimamente all'interno di documenti aziendali complessi, ma che possono essere sfruttati anche per altri fini).

La soluzione più semplice rimane limitarsi all'apertura delle immagini (in particolare .jpg e .png) e dei documenti PDF (.pdf).

→ Archivi compressi

Talvolta, nel tentativo di aggirare l'antivirus, vengono inviati, in allegato, archivi compressi e protetti da password (.zip, .rar, .7z…). Per ripristinare l'archivio bisogna utilizzare la password contenuta nel messaggio.

La protezione dell'archivio tramite password impedisce l'analisi del contenuto all'antivirus. Lo stesso sistema può essere legittimamente utilizzato per trasmettere contenuti sensibili ad un collega. Anche in questo caso è una questione di giudizio.