2026-11-04

Firefox 149 e successivi su Linux: ricordare l'ultima cartella utilizzata

A partire da Firefox 149 (marzo 2026), su Linux è cambiato il sistema utilizzato per scegliere i file da aprire o caricare. Questa modifica può comportare alcuni inconvenienti, come la mancata memorizzazione dell'ultima cartella utilizzata.

Per ripristinare il comportamento precedente:

  1. digitare `about:config` nella barra degli indirizzi;
  2. cercare `widget.use-xdg-desktop-portal.file-picker`;
  3. impostare il valore a `0`;
  4. riavviare Firefox.

In questo modo Firefox torna a utilizzare il selettore GTK, che in diverse configurazioni risolve il problema senza dover installare una versione precedente del browser.

Disattivare la vista Recenti di GTK

Anche con versioni precedenti di Firefox, il selettore GTK può mostrare i file recenti anziché una cartella. Per verificare la configurazione:

gsettings get org.gtk.Settings.FileChooser startup-mode
Se il risultato è `recent`, è possibile modificare il comportamento con:

gsettings set org.gtk.Settings.FileChooser startup-mode 'cwd'
Riavviare Firefox per verificare il risultato.
 
Nota: cwd indica la directory di lavoro corrente, non l'ultima cartella utilizzata. La modifica evita la vista Recenti, ma non garantisce che venga ricordata l'ultima cartella di upload. Per ripristinare l'impostazione originale:

gsettings set org.gtk.Settings.FileChooser startup-mode 'recent'

Riferimenti

2026-10-29

PHP2Shell: due gravi vulnerabilità di sicurezza in PHP

Il 21 ottobre 2026 sono state rese note due vulnerabilità critiche del linguaggio PHP, identificate come CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619, collettivamente denominate PHP2Shell.

Entrambe derivano da problemi nella gestione della memoria e, in determinate condizioni, possono consentire a un attaccante di eseguire codice da remoto sul server senza autenticazione, anche attraverso una semplice richiesta HTTP opportunamente costruita.

La particolarità è che le vulnerabilità interessano direttamente il motore PHP, indipendentemente dall'applicazione utilizzata: anche siti WordPress, Joomla od applicazioni personalizzate perfettamente aggiornati possono quindi risultare esposti.

Sono già disponibili versioni PHP corrette: 8.2.35, 8.3.36, 8.4.27 e 8.5.12.

È importante aggiornare tempestivamente i server oppure verificare con il proprio provider che siano state applicate le necessarie patch di sicurezza, anche nel caso di versioni meno recenti. Per approfondire:


Per i nostri clienti confermiamo di aver aggiornato la versione PHP all'ultima disponibile: un intervento preventivo, effettuato dietro le quinte, per mantenere i siti sicuri ed aggiornati.

2026-10-26

Migrare da virtualenv all'ambiente nativo venv

Negli anni, virtualenv è stato uno dei pacchetti di terze parti più usati nell'ecosistema Python.

Con l'introduzione e la maturazione del modulo venv nella standard library, tuttavia, affidarsi ad un tool esterno non è più strettamente necessario per la maggior parte dei progetti.

Un dettaglio che spesso confonde è che il comando di attivazione:

source env/bin/activate

è identico in entrambi i casi e non rivela quale strumento abbia effettivamente generato l'ambiente.

Abbiamo raccolto in una guida sintetica, in inglese, i passaggi per effettuare questa transizione in modo pulito, con l'obiettivo di ridurre al minimo le dipendenze esterne e preservare, al contempo, tutti i pacchetti già presenti nel progetto.

Leggi la guida completa → venv migration guide su GitHub.

2026-10-17

Errore Windows `0x00000775` durante la connessione ad una stampante condivisa

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Tentando di installare una stampante condivisa da un altro computer Windows, può comparire l'errore:

Impossibile connettersi alla stampante. Errore 0x00000775

Il codice indica che l'account utilizzato per la connessione è stato bloccato.

Diagnosi

Sul computer che condivide la stampante, verificare lo stato dell'utente:

net user nomeutente

Se compare "Account attivo: Bloccato", esaminare il Visualizzatore eventi → Registri di Windows → Sicurezza, cercando:

  • evento 4625: tentativo di autenticazione fallito;
  • evento 4740: blocco dell'account.

Nell'evento 4625, il sottostato `0xC000006A` indica una password errata.

I dettagli permettono inoltre di identificare il computer da cui proviene il tentativo.

Risoluzione

Sul computer client:

  • eliminare le eventuali credenziali obsolete da Gestione credenziali → Credenziali Windows;
  • verificare le connessioni esistenti con net use ed eliminare quelle obsolete;
  • sbloccare l'account sul computer che condivide la stampante (net user nomeutente /active:yes);
  • stabilire una nuova connessione specificando esplicitamente l'account remoto:
    net use \\nomepc\IPC$ /user:nomepc\nomeutente *
    Inserire la password corretta quando richiesta e riprovare a collegare la stampante.
Due computer Windows possono avere utenti con lo stesso nome ma password differenti. L'utilizzo automatico delle credenziali locali può generare ripetuti errori di autenticazione fino al blocco dell'account remoto. Specificare esplicitamente nomepc\nomeutente ed eliminare le credenziali obsolete permette di evitare questa ambiguità. Se il blocco si ripresenta, occorre individuare il processo che continua a utilizzare credenziali errate.

2026-10-09

Thunderbird: cosa fare se il tasto allega smette di funzionare

Può capitare che, cliccando sul pulsante o premendo la combinazione Ctrl + Shift + A, in Mozilla Thunderbird, non accada assolutamente nulla. Nessun messaggio di errore, nessuna finestra di selezione file.

Nella maggior parte dei casi, la causa non è un riferimento memorizzato a una cartella non più raggiungibile.

Quando si allega un documento, Thunderbird memorizza l'ultimo percorso utilizzato per riproporlo all'apertura successiva. Se quest'ultima cartella è stata eliminata, rinominata o si trovava su un supporto rimovibile scollegato (una chiavetta USB od un percorso di rete offline), la chiamata di sistema al gestore file fallisce o va in blocco silenzioso, impedendo l'apertura del selettore.

Per risolvere il problema basta reimpostare il parametro della cartella predefinita tramite l'editor interno:

  • accedere alle impostazioni: aprire il menu principale ( in alto a destra) e selezionare Impostazioni;
  • aprire l'editor avanzato: nella sezione Generale, scorrere fino in fondo e cliccare su Editor delle impostazioni...;
  • cercare la preferenza: nel campo di ricerca digitare `mail.compose.attach.dir`;
  • ripristinare il valore: cliccare sull'icona del cestino ( / Elimina) o sulla freccia di ripristino all'estrema destra della riga;
  • riavviare Thunderbird.
Al successivo tentativo di allegare un file, Thunderbird utilizzerà la cartella di sistema predefinita (ad esempio Documenti), sbloccando la consueta finestra di dialogo.

2026-09-28

Creare una chiavetta USB avviabile con Ventoy su Slackware 15

Questa guida descrive come preparare, con Slackware Linux 15 e Ventoy, una chiavetta USB avviabile (contenente una o più immagini ISO).

Come esempio useremo una ISO di Windows Server ed eventuali driver aggiuntivi. Con Ventoy non è necessario scrivere ogni ISO sulla chiavetta con dd: Ventoy viene installato una sola volta e, successivamente, le immagini ISO vengono aggiunte direttamente sulla partizione dati della chiavetta.

Si possono copiare anche normali file, per esempio i driver da utilizzare durante l'installazione.

Preparare una chiavetta Ventoy su Slackware 15

  • Individuare la chiavetta con il comando:
    lsblk -o NAME,SIZE,MODEL,MOUNTPOINTS
    
    Supponiamo che questa sia /dev/sdb. Attenzione: Ventoy cancellerà il contenuto della chiavetta (può esser preventivamente necessario smontare la chiavetta: umount /dev/sdb1);
  • Scaricare Ventoy per Linux dal sito ufficiale ed estrarlo:
    tar xf ventoy-*-linux.tar.gz
    cd ventoy-*
    
    Come `root`:
    su
    sh Ventoy2Disk.sh -i /dev/sdb
    
    Usare il dispositivo completo (/dev/sdb), non la partizione (/dev/sdb1).
  • Dopo l'installazione Ventoy crea una grande partizione dati. Montarla:
    mkdir -p /mnt/ventoy
    mount /dev/sdb1 /mnt/ventoy
    
    Copiare la ISO:
    mkdir -p /mnt/ventoy/ISO
    cp Windows_Server_2019.iso /mnt/ventoy/ISO/
    
    Non è necessario estrarre o modificare la ISO.
  • È possibile tenere sulla stessa chiavetta anche i driver del server:
    ISO/
        Windows_Server_2019.iso
    
    Drivers/
        SmartArray/
        Network/
        Chipset/
    
    Per i driver necessari durante Windows Setup è preferibile avere direttamente i file:
    *.inf
    *.sys
    *.cat
    
    Se Windows non vede il disco RAID, scegliere: Load driver ed indicare la directory corrispondente sulla chiavetta.
  • Dopo la copia:
    sync
    umount /mnt/ventoy
    
  • Avviare il server dalla chiavetta USB, selezionare la ISO nel menu Ventoy e scegliere: Boot in normal mode. Usare wimboot mode solo se l'avvio normale non funziona. Per aggiungere altre ISO in futuro basta copiarle sulla partizione Ventoy: non occorre ricreare la chiavetta.

2026-09-23

Procedura di rinnovo ambiente Entratel

  1. Controllare, innanzitutto, di avere i dati necessari. Servono il numero della busta Entratel, il PIN di revoca scelto quando fu creato l'ambiente attuale e, per la successiva generazione, il pincode Entratel.
    Accedendo con SPID/CIE/CNS, l'Agenzia indica che il pincode e le altre credenziali possono essere recuperati da Profilo utente → Credenziali di sicurezza → Prelievo pincode/credenziali.
  2. Revocare il vecchio ambiente. Accedere all'area riservata Entratel ed andare in Profilo utente → Credenziali di sicurezza → Gestione certificati → Ripristino dell'ambiente di sicurezza.
    Inserire numero busta e PIN di revoca. Questa è l'operazione che rende possibile generare i nuovi certificati. Se si sta operando come incaricato, bisogna prima cambiare l'utenza di lavoro e selezionare il codice fiscale del soggetto incaricante.
  3. Aprire Desktop Telematico → Entratel. Prima della generazione controllare in File → Impostazioni → Applicazioni → Entratel che sia configurato correttamente il percorso dell'ambiente di sicurezza, cioè la cartella nella quale saranno conservate le nuove chiavi. È possibile utilizzare anche un dispositivo rimovibile.
  4. Selezionare Entratel → Sicurezza → Imposta ambiente → Genera ambiente. La procedura guidata richiede pincode, codice fiscale, progressivo sede, un nuovo PIN di revoca ed una password di protezione dell'ambiente. Per la sede principale il progressivo è normalmente 000.
  5. Sceglire e conservare con particolare attenzione il nuovo PIN di revoca. È proprio questo codice che consentirà, fra tre anni o in caso di problemi, di revocare nuovamente l'ambiente senza recarsi all'Agenzia.
  6. Proseguire con . Desktop Telematico presenta un riepilogo: l'Agenzia consiglia esplicitamente di stamparlo/conservarlo in luogo sicuro, soprattutto perché contiene le informazioni necessarie per un futuro ripristino.
  7. Nella fase successiva inserire le credenziali Entratel necessarie alla trasmissione. Se si sta generando l'ambiente per l'utenza con cui si opera direttamente selezionare invio da effettuare per proprio conto (altrimenti invio da effettuare per conto di un altro soggetto, indicando codice fiscale e progressivo sede dell'incaricante).
  8. Continuare con . Normalmente Desktop Telematico fa tutto automaticamente: crea e trasmette il file di richiesta REQ.CCC, riceve CERTIF.IN e importa i nuovi certificati nell'ambiente di sicurezza. Alla fine, nella cartella dell'ambiente devono comparire almeno UTEF.P12 (chiavi di firma), UTEC.P12 (chiavi di cifratura) e UTENTE.KS (keystore contenente entrambe). Il messaggio "I certificati sono stati importati con successo" indica il completamento della procedura.
  9. Come verifica finale, usare Entratel → Sicurezza → Visualizza certificati. Conviene controllare sia la nuova data di scadenza, sia che i certificati rispettino gli standard attuali. L'Agenzia richiede, tra l'altro, chiavi RSA da 4096 bit per la cifratura; Desktop Telematico consente di verificarlo entrando nel dettaglio del certificato.

Riferimenti Guida rapida - Generazione ambiente di sicurezza utenti Entratel.