Quando si condivide un file, infatti, non si invia una copia, come avviene con gli allegati delle email (o con i vecchi dischetti): si concede invece l'accesso allo stesso documento originale. Il file resta conservato nello spazio di chi lo ha creato e tutte le persone autorizzate lavorano proprio su quello.
Le possibilità sono essenzialmente due:
- condivisione diretta, si indicano le persone tramite indirizzo email;
- condivisione tramite collegamento: si crea un link che può essere più o meno aperto.
È inoltre possibile condividere intere cartelle: in questo caso, i documenti contenuti seguono automaticamente le stesse regole di accesso.
Non tutti possono fare tutto. Il sistema prevede diversi livelli di accesso: visualizzazione (si può soltanto leggere), commento (si possono aggiungere osservazioni) e modifica (si può intervenire direttamente sul contenuto).
I livelli permettono di organizzare il lavoro in modo ordinato, evitando interventi indesiderati.
Dove stanno i file
Un punto importante, spesso trascurato, è che il documento resta sempre nello spazio del proprietario; chi lo riceve lo trova tra i file "condivisi con me".
È possibile aggiungerlo al proprio spazio, ma si tratta solo di un collegamento. Solo creando una copia si ottiene un file separato, indipendente dall'originale.
Una delle caratteristiche più interessanti è la possibilità di lavorare in più persone sullo stesso documento, contemporaneamente. Le modifiche compaiono in tempo reale e si può sempre tornare indietro grazie alla cronologia delle versioni.
Il sistema è stato progettato per essere rapido e pratico. Proprio per questo, conviene usarlo con un minimo di attenzione: assegnare i permessi giusti e scegliere con cura come condividere evita molti problemi (dare a ciascuno solo l'accesso di cui ha davvero bisogno).
Usare una tastiera US è spesso la scelta più naturale per programmare.
Cosa succederebbe se fossimo costretti a far funzionare il codice con metà della memoria, rendendolo due volte più veloce e riducendone ad un decimo il traffico di rete?


In realtà non è giusto definirli problemi: Windows 7 è ormai "in pensione" da tempo ed è lecito che l'azienda sviluppatrice non lo supporti più ufficialmente. Fatto sta che, negli ultimi giorni, gli "irriducibili di Windows 7" stanno sperimentando seri problemi con la versione del programma in oggetto.