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2026-07-06

La sicurezza informatica è anche una scelta di responsabilità

La sicurezza informatica non è soltanto una questione tecnica. La scelta degli strumenti ai quali affidiamo la protezione dei sistemi e dei dati riflette anche il nostro modo di intendere la responsabilità aziendale.

Il 22 novembre 2025 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale la circolare dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale del 14 novembre 2025, dedicata alla diversificazione dei prodotti e dei servizi tecnologici di sicurezza informatica forniti da aziende legate alla Federazione Russa.

La circolare, rivolta alle pubbliche amministrazioni ed alle centrali di committenza, menziona espressamente, tra gli altri, i prodotti ed i servizi di sicurezza degli endpoint forniti da alcune aziende legate alla Federazione Russa. Il documento richiama inoltre l'esigenza di prevenire possibili rischi per la sicurezza nazionale e di contribuire all'autonomia tecnologica italiana ed europea.

Pur non rientrando tra i destinatari diretti di queste disposizioni, abbiamo scelto di non adottare i prodotti ed i servizi di cybersecurity espressamente individuati dalla circolare.

La decisione nasce da considerazioni di sicurezza ed autonomia tecnologica, ma anche da una precisa valutazione etica. Nel contesto geopolitico attuale, riteniamo che le scelte di acquisto di un'azienda europea possano contribuire, per quanto limitatamente, a sostenere l'indipendenza tecnologica europea e ad esprimere concretamente i valori nei quali l'azienda si riconosce.

Non intendiamo esprimere un giudizio sulla qualità tecnica dei singoli prodotti o sulla professionalità di chi li commercializza. Riteniamo però che, soprattutto in un settore delicato come la cybersecurity, anche la provenienza, l'assetto societario ed il contesto nel quale opera un fornitore siano elementi da prendere in considerazione.

Per noi, sicurezza informatica, autonomia tecnologica e responsabilità non possono essere considerate separatamente.


2023-10-03

Thunderbird - Impossibile scrivere il messaggio nella cartella di posta. Controllare di possedere i permessi di scrittura nel file system e di avere spazio sufficiente per copiare la cartella di posta


Questo errore può dipendere da cause piuttosto disparate:

  • la cartella della posta in arrivo è danneggiata. Per ripararla fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella "Posta in arrivo" e selezionare "Proprietà". A questo punto fare clic sul pulsante "Ripara cartella" e attendere il completamento del processo;
  • i permessi dei file nella cartella del proprio profilo sono errati. Per verificare bisogna individuare la cartella del proprio profilo. Un sistema consiste nel selezionare la voce "Guida > Informazioni sulla risoluzione dei problemi in Thunderbird" e fare clic sul pulsante "Mostra cartella" accanto a "Cartella del profilo". In questo modo si aprirà la cartella in "esplora risorse". Facendo clic con il pulsante destro del mouse sul nome della cartella e seleziona "Proprietà > Sicurezza " bisogna assicurarsi di avere il pieno controllo sulla cartella e sui suoi contenuti;
  • il file inbox.msf, che raccoglie informazioni sui messaggi in arrivo (ma non i messaggi veri e propri), potrebbe esser danneggiato. Dopo aver chiuso Thunderbird ed aperto la cartella del profilo profilo come descritto sopra, si può eliminare il file incriminato.  Al riavvio  Thunderbird ricreerà un nuovo file inbox.msf basato sui messaggi effettivi nella posta in arrivo;
  • l'antivirus interferisce con le operazioni di Thunderbird. Provare a disattivare l'antivirus, se Thunderbird torna ad operare correttamente avremo individuato il colpevole. Come procedere dipende, a questo punto, dallo specifico antivirus. Spesso si tratta solo di attendere un aggiornamento;
  • il file contenente la posta in arrivo è troppo grande. Provare ad archiviare parte dei messaggi della posta in arrivo e compattare la cartella.

Se niente di tutto questo funziona, è possibile scrivere nel forum https://forum.mozillaitalia.org per consigli più specifici.

2023-09-04

Documenti Openoffice bloccati da Avast Antivirus

Nuove versioni di OpenOffice (v4.x) innescano facilmente allarmi da parte dell'antivirus Avast (v23.7).

In particolare, all'apertura di un documento di testo, Avast "fraintende" il comportamento di soffice.bin bloccandolo.

Questo blocco può essere annullato agendo sulle impostazioni dell'antivirus.

In seguito, un nuovo tentativo di apertura del documento, innescherà una nuova richiesta di blocco; questa, se non approvata, interromperà le indebite ingerenze di Avast.

Falsi positivi di questo genere sono assai frequenti per tutti gli antivirus. Spesso vale la pena di disattivare i controlli su specifiche cartelle contenenti programmi provatamente sicuri e di non ampia diffusione.