
La sostituzione di un router in una rete già esistente dovrebbe essere, almeno in teoria, un'operazione abbastanza semplice: si assegna al nuovo apparato lo stesso indirizzo LAN del precedente, si replica la configurazione DHCP e si collegano gli switch.
Con il TIM HUB+ Huawei DN8245X6-8X, tuttavia, ci siamo imbattuti in un comportamento piuttosto poco intuitivo che può creare parecchia confusione in reti dove convivono client DHCP e dispositivi con indirizzo IP statico.
Il problema, una volta individuato, è facile da aggirare. Capire cosa stesse succedendo lo è stato molto meno.
Configurazione di partenza
La rete utilizzava:
Sul DN8245X6-8X provato, però, le cose non sono andate così.
TIM documenta la possibilità di configurare il server DHCP e di creare associazioni statiche tra nome, MAC address e indirizzo IP, ma la documentazione pubblica non chiarisce il comportamento della voce Intervallo IP NAT presente nell'interfaccia del router.
- LAN: 192.168.1.0/24
- Gateway: 192.168.1.1
- DHCP: 192.168.1.20 - 192.168.1.90
- 192.168.1.99
- 192.168.1.253
Sul DN8245X6-8X provato, però, le cose non sono andate così.
TIM documenta la possibilità di configurare il server DHCP e di creare associazioni statiche tra nome, MAC address e indirizzo IP, ma la documentazione pubblica non chiarisce il comportamento della voce Intervallo IP NAT presente nell'interfaccia del router.
Il sintomo
Dopo aver sostituito il precedente gateway con il nuovo Huawei, alcuni computer navigavano normalmente, mentre altri no.
La situazione era apparentemente contraddittoria:
La situazione era apparentemente contraddittoria:
- 192.168.1.29 → Internet OK
- 192.168.1.99 → Internet KO
- 192.168.1.253 → Internet KO
- ping 192.168.1.1 OK
- ping 8.8.8.8 KO
- Ethernet funzionava;
- ARP funzionava;
- la subnet era corretta;
- il gateway era raggiungibile;
- il problema non era DNS, dato che falliva anche il ping diretto ad un indirizzo IP pubblico.
L'indizio decisivo
C'era una correlazione molto sospetta:- Pool DHCP: 192.168.1.20 - 192.168.1.90
- 192.168.1.29 → dentro il pool → Internet OK
- 192.168.1.99 → fuori dal pool → Internet KO
- 192.168.1.253 → fuori dal pool → Internet KO
In generale una policy NAT può certamente essere limitata in funzione dell'indirizzo IP sorgente: Huawei documenta esplicitamente NAT policy che selezionano o escludono determinati indirizzi e intervalli. Il punto insolito non è quindi la possibilità tecnica di farlo, ma il modo in cui tale comportamento viene esposto e collegato alla configurazione DHCP in questo firmware.
Per eliminare ogni possibile interferenza della rete aziendale, abbiamo isolato completamente il nuovo router.
Collegando direttamente un notebook via Ethernet e gli abbiamo assegnato:
- IP: 192.168.1.99
- Mask: 255.255.255.0
- Gateway: 192.168.1.1
- DNS: 8.8.8.8
- ping 192.168.1.1 OK
- ping 8.8.8.8 KO
- navigazione KO
Risultato:
- ping 192.168.1.1 OK
- ping 8.8.8.8 OK
- navigazione OK
La soluzione
Abbiamo esteso il range configurato sul router a 192.168.1.2 - 192.168.1.254 ed utilizzato la funzione di IP statico/prenotazione MAC-IP del per gli apparati che devono conservare un indirizzo preciso.Per esempio:
- SERVER → 192.168.1.250
- altro PC → 192.168.1.99
Dopo l'estensione dell'intervallo e la creazione delle relative prenotazioni, anche un host con IP configurato manualmente ha iniziato a navigare normalmente.
La configurazione finale deve quindi essere inequivocabile:
Anche l'opzione Inoltro DHCP del Huawei va normalmente lasciata disabilitata quando il router stesso serve direttamente i client della medesima subnet.
Perché questo comportamento è sorprendente?
DHCP e NAT sono normalmente due funzioni concettualmente indipendenti.Il DHCP risponde alla domanda "Quali indirizzi IP posso assegnare automaticamente ai client?". Il NAT risponde invece a "Quale traffico proveniente dalla LAN devo tradurre verso l'indirizzo pubblico?"
In una comune LAN 192.168.1.0/24 è perfettamente normale utilizzare:
- 192.168.1.20 - .90 DHCP
- 192.168.1.100 - .254 indirizzi statici
Le piattaforme Huawei possono tecnicamente applicare NAT in funzione dell'indirizzo sorgente, quindi non c'è nulla di scorretto nel meccanismo in sé.
Ciò che consideriamo poco intuitivo nel firmware TIM provato è piuttosto:
- la relazione tra range DHCP e host ammessi al NAT;
- il vincolo dell'"Intervallo IP NAT" al range DHCP;
- la scarsa spiegazione di questo comportamento nella documentazione pubblica;
- il fatto che un host fuori range continui a raggiungere perfettamente il router, facendo inizialmente pensare a problemi completamente diversi.